Incendio Delca Energy: chiediamo trasparenza sui controlli e tutela per tutti i lavoratori coinvolti

Occorre aprire una riflessione sul sistema di gestione dei rifiuti in Toscana

Incendio alla Delca Energy di Lugnano-Noce: CGIL chiede trasparenza totale, tutele occupazionali per l’intera area industriale e un cambio di passo sul sistema dei rifiuti in Toscana.
L’incendio di proporzioni drammatiche che ha colpito lo stabilimento della Delca Energy a Lugnano-Noce (Vicopisano) rappresenta un doloroso campanello d’allarme per il nostro territorio. Una ampia fetta di territorio della provincia si è trovata a convivere con una nube tossica e con la conseguente paralisi della vita quotidiana ed economica. Siamo di fronte ad un contesto che ha messo in evidenza il rapporto stretto che esiste tra salute, sicurezza dei lavoratori, lavoro e sostenibilità ambientale.
La CGIL di Pisa esprime prima di tutto il proprio ringraziamento ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile e ai tecnici dei servizi di controllo per lo straordinario sforzo profuso nell’emergenza. Tuttavia, ora si apre la fase della responsabilità: non possiamo accettare l’idea che eventi simili siano catalogati come inevitabili incidenti di percorso. È necessario capire le cause e garantire trasparenza scientifica.
Capire le cause e garantire trasparenza scientifica:
Come sindacato confederale riteniamo prioritario che venga fatta immediata e piena luce sulle dinamiche e sulle cause che hanno innescato il rogo. Chiediamo la massima trasparenza nella diffusione dei dati analitici strutturati da parte di ARPAT e ASL. Il diritto alla salute di chi vive e lavora in questo comprensorio si difende solo con la verità scientifica.
Condividiamo e sosteniamo la scelta di estendere i campionamenti e i controlli preventivi su un raggio ampio, monitorando terreni, vegetazione e colture: la catena alimentare e la tutela della salute pubblica non devono correre alcun rischio a lungo termine.
Emergenza lavoro: Salvaguardia occupazionale e salariale per tutta l’area
Un disastro ambientale di questa portata si traduce immediatamente in una pesante preoccupazione sociale. Per la CGIL la tutela della salute deve camminare di pari passo con la difesa del lavoro:
I lavoratori della Delca Energy: Chiediamo l’attivazione immediata e tempestiva degli ammortizzatori sociali con causale emergenziale per tutti i dipendenti del sito colpito. La transizione e la ricostruzione dell’impianto devono garantire la piena salvaguardia occupazionale e la continuità del reddito per ogni singolo lavoratore, senza che nessuno paghi le conseguenze di questa crisi.
I lavoratori delle aziende confinanti e del tessuto industriale: La zona industriale di Lugnano ospita un patrimonio manifatturiero e metalmeccanico nevralgico, che ha subito evacuazioni coatte, interruzioni stradali e stop forzati alla produzione per via dell’irrespirabilità dell’aria. Nessun lavoratore dell’indotto o delle aziende limitrofe deve subire decurtazioni salariali o essere costretto a consumare ferie e permessi per coprire le giornate di chiusura forzata disposte dalle autorità. Chiediamo l’attivazione degli ammortizzatori per forza maggiore per tutte le imprese del perimetro industriale coinvolto.
Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro: Protocolli rigidi per il rientro
La ripresa delle attività nelle fabbriche e nei capannoni della zona industriale non può avvenire in modo frettoloso. Chiediamo alle associazioni datoriali e alle singole imprese di concordare con i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) rigidi protocolli per il rientro in sicurezza, che prevedano la bonifica e il controllo dei sistemi di ventilazione e filtraggio dell’aria nei luoghi di lavoro esposti per ore alla ricaduta dei fumi.
Una zona industriale deve essere un luogo sicuro: non è tollerabile che comparti sani del manifatturiero vedano minacciata la salute dei propri dipendenti a causa di criticità gestionali o di stoccaggio nei siti attigui.
Il nodo politico: Piano Rifiuti e Governance regionale
L’incendio alla Delca Energy non è un fulmine a ciel sereno, ma si inserisce in una preoccupante “geografia del rischio” legata agli impianti di trattamento della plastica e dei rifiuti in Toscana. Questo episodio dimostra le fragilità strutturali del mercato del riciclo e dell’attuale modello di gestione: l’accumulo di ingenti volumi di materiali nei piazzali, spesso legato alla saturazione degli sbocchi industriali del multimateriale, eleva pericolosamente il carico d’incendio dei siti.
L’incendio di Lugnano riapre inevitabilmente il dibattito sul Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifiche (Piano dell’Economia Circolare). La posizione del sindacato nei confronti della governance regionale è netta:
“L’economia circolare non può essere una facciata per esternalizzazioni selvagge o per la deregolamentazione dei controlli.”
Per queste ragioni, la CGIL Pisa ribadisce le proprie rivendicazioni di sistema:
Pubblico e partecipato: Si ribadisce con forza la necessità di una governance a forte trazione pubblica nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Il sistema non può essere guidato esclusivamente dalle logiche del profitto privato, che rischiano di scaricare i costi ambientali e della sicurezza sulla collettività.
Sufficienza impiantistica e tracciabilità: Serve un’accelerazione decisa sulla realizzazione di impianti moderni, sicuri e distribuiti equamente sul territorio regionale, riducendo sensibilmente i tempi di stoccaggio e garantendo la massima tracciabilità della filiera del multimateriale.
Rafforzamento degli enti di controllo: Non si può fare programmazione ambientale senza investire sul personale e sulle risorse di ARPAT e delle ASL (in particolare i servizi PISLL). I controlli devono essere preventivi, ordinari e costanti, e non solo successivi al verificarsi dei disastri.
La CGIL non arretrerà di un millimetro: salute, lavoro dignitoso e ambiente pulito sono diritti indivisibili. Riteniamo pertanto opportuna l’apertura di un tavolo di confronto con la Regione Toscana e le istituzioni locali per monitorare l’evoluzione post-emergenza dei dati sanitari, garantire la tenuta degli ammortizzatori sociali e ridefinire complessivamente le regole della sicurezza industriale nel territorio pisano.
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