PISA: UN MERCATO DEL LAVORO BLOCCATO E L’IMPORTANZA DEL PUBBLICO PRIVATO
L’economia della provincia di Pisa sta rallentando: il mercato del lavoro è meno dinamico, calano le esportazioni e aumenta la cassa integrazione, soprattutto nell’industria.
L’economia della Provincia di Pisa sta rallentando: il mercato del lavoro è meno dinamico, calano le esportazioni e aumenta la cassa integrazione, soprattutto nell’industria. A dirlo sono i dati raccolti e analizzati dall’Ires Toscana.
I settori più in difficoltà sono la meccanica legata all’automotive e la filiera della moda, storicamente centrali per il territorio.
Anche a livello settoriale emergono criticità diffuse: l’industria è in stagnazione, le costruzioni sono in calo dopo la fine degli incentivi e i servizi rallentano.
Nel settore privato si registra una forte polarizzazione dei redditi: i comparti più produttivi concentrano gran parte dei salari pur occupando meno lavoratori, mentre molti occupati si trovano in settori a basso valore aggiunto e con stipendi bassi.
In particolare, il terziario arretrato coinvolge oltre il 33% dei lavoratori e delle lavoratrici, ma rappresenta solo circa il 21% delle retribuzioni complessive. Al contrario, l’industria occupa circa il 26% degli addetti e garantisce oltre il 33% della massa salariale, confermando una maggiore capacità di generare valore e reddito.
Il settore pubblico, pur presentando al suo interno differenze retributive rilevanti, svolge un ruolo fondamentale nel contenere le disuguaglianze e sostenere i livelli salariali: mediamente, offre retribuzioni superiori di oltre il 60% rispetto a quelle dei dipendenti del settore privato.
In questo contesto si sottolinea la necessità di rafforzare il ruolo del pubblico e adottare politiche industriali efficaci per promuovere innovazione, occupazione stabile e coesione sociale.
