Volterra – Il 10 giugno manifestiamo per il diritto alla salute di tutti

Il progetto di riorganizzazione dei servizi ospedalieri di Volterra, presentatoci dalla Direzione Generale dell’Asl Nord Ovest, durante l’ultimo incontro ufficiale (ormai datato 30 gennaio 2017) prevede, sostanzialmente, una riduzione delle varie specialistiche sanitarie, in attività di bassa complessità, eseguita in programmazione di attività.

Ciò produrrebbe, in primo luogo, una revisione complessiva dell’organizzazione del lavoro nei reparti, che non sarebbe più in condizione di affrontare eventuali e probabili casi di urgenza/emergenza; con tutti i seri rischi che ne deriverebbero per gli utenti che ne avessero bisogno.

Sul fronte delle possibilità individuali di accesso alle cure, si allargherebbe ulteriormente la forbice delle diseguaglianze, tra i cittadini della Val di Cecina e quelli di altre zone, es: un cittadino della Valdera, ha la possibilità di accedere a servizi sanitatri di qualità, avendo a disposizione 4 ospedali di ottimo livello (Pontedera, Pisa, Empoli, Careggi) nel giro di non molti km e con strade degne di questo nome. Un cittadino della Val di cecina, per accedere agli stessi servizi, deve sobbarcarsi come minimo 50 km di strada impervia, per accedere all’ospedale di Pontedera.

Ultimo, ma non certo in ordine di importanza, l’effetto sulla dequalificazione degli operatori sanitari, presenti nel complesso dei seervizi ospedalieri della Val di Cecina, che sarebbero in quel caso ridotti ad eseguire esclusivamente lavori di bassa complessità, con tutto ciò che ne consegue in termini di perdita di professionalità, di realizzazione personale, di dignità.

Se il lavoro è un valore, come la CGIL giustamente sostiene, esso va difeso in ugual misura: a Milano come a Bari, a Roma come a Palermo…a Piombino come a Volterra!

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