TMM – Vicenda gravissima, non ci fermeremo

Pisa, 8 settembre 2017 – La vicenda della TMM ci porta parecchio indietro nel tempo, quando la normalità era quella del lavoro senza vincoli e diritti. Parliamo dell’età della prima industrializzazione (oggi potremmo definirla Industria 1.0), quando i livelli di sfruttamento sugli orari sulle condizioni di lavoro e sui salari erano governati e gestiti unilateralmente da chi deteneva il possesso delle macchine e degli stabilimenti. Forse il paragone è un pò forte, ma quanto successo a Pontedera all’inizio dello scorso agosto ricalca un modo di concepire il lavoro che pensavamo ormai dimenticato.

Certo, oggi le condizioni del mondo del lavoro non brillano di aspetti positivi. Disoccupazione, inoccupazione, lavoro precario in tutte le sue forme, salari che non consentono più un adeguato tenore di vita sono alcune delle piaghe con le quali ci confrontiamo quotidianamente dall’inizio della Crisi e non solo.

Ai lavoratori della TMM è accaduto qualcosa di ancora peggio. Sono stati considerati ancora meno delle merci che si producono. Gli avanzi di magazzino, le materie prime per le lavorazioni e quanto utilizzabile nello stabilimento possono essere in qualche misura riusate.

I lavoratori che stavano godendo delle ferie si sono ritrovati con i cancelli della fabbrica chiusi da nuovi lucchetti senza aver avuto alcuna spiegazione, in attesa del pagamento degli stipendi e nell’impossibilità di poter avere alcun dialogo con la proprietà.

Persone e famiglie messe sulla strada senza alcuna spiegazione. Lavoratori e lavoratrici che in alcuni casi da oltre vent’anni lavoravano a quel tipo di produzione.

C’è qualcosa che si è rotto nella nostra società se sono possibili simili comportamenti. Il lavoro presuppone nella sua accezione, una condizione di dignità delle persone, il rispetto reciproco all’interno di uno scambio fra prestazione e salario attraverso regole contrattate e condivise. Questo alla TMM non c’è stato. E’ per questo che i lavoratori sono in presidio permanente davanti ai cancelli, è per questo che il caso sta uscendo dai confini Provinciali e Regionali. Siamo convinti che, fermo restando quanto si sta facendo per risolvere questa crisi aziendale, vicende come quelle della TMM non debbano ripetersi perché queste situazioni non sono degne di un paese che continua a definirsi civile.

 

Antonio Ledda

Segretario Generale CGIL Pisa

 

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