Riconquistato il Contratto di tutti i Metalmeccanici (settore Industria)

Riconquistato il Contratto di tutti i metalmeccanici
Il 26 novembre 2016 è stata raggiunta  l’intesa per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro tra
Federmeccanica/Assistal, Fim, Fiom e Uilm, che mette fine a una lunga fase di accordi separati.

Questo è il primo atto che porterà, nei tempi previsti per la stesura del testo contrattuale, alla definizione
delle regole democratiche e delle altre parti demandate dal Testo Unico sulla Rappresentanza alla
contrattazione di categoria.
Inoltre, nel nuovo regolamento per le Rsu viene riconosciuto il diritto ai lavoratori a votare sugli accordi
aziendali, anche su richiesta di una sola organizzazione sindacale o del 30% dei lavoratori, cosa da
sempre nella storia della Fiom ma mai fino ad ora diritto esigibile.

I punti chiave: democrazia, welfare  e diritto alla formazione

sul welfare aziendale che si sposta il baricentro del nuovo contratto dei metalmeccanici, segnando una svolta rispetto ai tradizionali rinnovi contrattuali. L’intesa raggiunta tra Federmeccanica-Assistal e i sindacati delle tute blu sfrutta a pieno i benefici fiscali contenuti nella legge di Bilancio, che rendono completamente esentasse gli importi versati dalle aziende per le prestazioni di welfare (dalla previdenza, all’assistenza), in base ad accordi raggiunti tra le parti, anche a livello di contratto nazionale. Il tutto a vantaggio dei lavoratori e delle stesse imprese.

Partiamo dai vantaggi per i lavoratori.

L’intesa prevede il riconoscimento dell’assistenza sanitaria integrativa gratuita a tutti i dipendenti, oltre 1 milione, estendendola ai loro familiari, anche conviventi di fatto, da ottobre 2017.

Viene azzerato il contributo a Metasalute a carico del lavoratore e 156 euro annui vengono posti a carico dell’azienda per assicurare la copertura di prestazioni che vanno dalle visite specialistiche alle cure dentali, al ricovero per interventi chirurgici, con un valore di mercato stimato in 700 euro.

Inoltre per favorire le adesioni dei lavoratori alla previdenza complementare, si riduce il contributo a carico dei dipendenti, mentre il contributo al fondo Cometa a carico delle imprese da giugno 2017 sale al 2% (dall’1,6% attuale), pari a circa 91 euro l’anno in più per le aziende.

Un’altra importante novità, è l’introduzione del diritto soggettivo alla formazione, 24 ore per tutti i lavoratori nel periodo 2017-2019 , che in caso di inadempienza da parte dell’azienda avranno comunque a disposizione 300 euro da spendere nel triennio per attività formative.

Non si tratta solo di un importante riconoscimento di principio, poiché la formazione è l’alleato migliore dei lavoratori nei percorsi di riconversione produttiva, o di riqualificazione professionale, ed è lo strumento che meglio garantisce l’occupabilità nelle aziende in crisi. Un passo importante per cogliere le sfide di Industria 4.0.

Il nuovo contratto porta in dote anche i benefit aziendali detassati, da utilizzare sotto varie forme (spesa, buoni i benzina, spese scolastiche) fino ad un massimo di 100 euro da giugno 2017, 150 euro dal 2018 e 200 euro dal 2019.

Insieme ai premi di risultato aziendali totalmente variabili. Tutte queste prestazioni hanno un valore corrispondente di mercato. Il vantaggio è che vanno interamente al lavoratori, mentre se le stesse cifre fossero erogate in busta paga, essendo soggette alla tassazione ordinaria, andrebbero solo parzialmente in tasca dei lavoratori.

Accanto al welfare, è confermato il principio dell’erogazione monetaria a livello di contratto nazionale per tutti i lavoratori, legata all’andamento dell’inflazione che, secondo le attuali previsioni, dovrebbe portare a regime in media circa 51 euro di aumento in busta paga.

il totale di tutto questo porta ad un aumento salariale nel triennio prevedibile, derivante dall’inflazione, pari a 51,7 euro mensili, al quale vanno aggiunti 7,69 euro di aumento sulla previdenza, 12 sulla sanità, 13,6 di welfare, per un totale di 85 euro mensili che arrivano a 92,68 con la quota per il diritto alla formazione continua;
· una una tantum di 80 euro erogata a marzo 2017.

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