Procede la protesta contro l’unificazione di Da Vinci e Fascetti

L’iter per accorpare l’Ipsia Fascetti e l’Itis Leonardo Da Vinci ha prodotto per il momento l’aggregazione di insegnanti, personale Ata e delegati sindacali dei due istituti, uniti per cercare di respingere la decisione della Provincia dello scorso novembre, ratificata il mese successivo dalla Regione.

Secondo questo progetto, dal prossimo anno scolastico l’istituto tecnico industriale e il limitrofo istituto professionale per l’industria e l’artigianato avranno un’unica dirigenza e segreteria scolastica per far fronte al progressivo calo di iscritti del Fascetti, 525 studenti quest’anno, che ha determinato la perdita di quell’autonomia. La decisione, contenuta nel piano provinciale di organizzazione della rete scolastica e dell’offerta formativa scolastica 2017-2018, è stata respinta dall’assemblea dei docenti e del personale Ata dei due istituti, che ha dato mandato ai rappresentanti sindacali di convocare un tavolo con Provincia, Regione e Ufficio scolastico provinciale per chiedere il congelamento dell’iter.

Questo accorpamento costerebbe infatti la riduzione del personale Ata ed avviene all’alba dell’annuncio della riforma degli istituti professionali avviata dal governo Gentiloni. A distanza di un anno dall’eventuale accorpamento Fascetti-Da Vinci, la ristrutturazione delle scuole professionali potrebbe obbligare la Provincia a seguire il percorso inverso per dividere nuovamente i due istituti. C’è preoccupazione per il personale, ma anche incertezza per la manovra di ristrutturazione della formazione professionale, come sottolineato da Mimma Lai, segretaria generale Flc-Cgil di Pisa.

Ciò che ha spiazzato tutti è la velocità dell’iter, poiché normalmente si lascia uno spazio di alcuni anni per dare agli istituti la possibilità di recuperare alunni, come avvenuto nel processo di accorpamento tra il liceo classico Galilei e l’Itc Antonio Pacinotti. Invece nel caso del Fascetti-Da Vinci tutto è avvenuto velocemente, senza nemmeno coinvolgere gli organi scolastici. La reazione dei lavoratori e dei sindacati coinvolti ha intanto avuto un primo risultato, visto che il dirigente scolastico dell’Iti Da Vinci si è dichiarato contrario all’unificazione, dopo averla perorata.

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