L’Osservatorio Economico dell’Alta Val di Cecina e OO.SS: allarme sulla Geotermia in Toscana

L’Osservatorio Economico dell’Alta Val di Cecina e le OO.SS. Filctem, Flaei e Uiltec lanciano l’allarme sulla Geotermia in Toscana

Il giorno 7 luglio 2017 si sono riuniti presso l’Unione dei Comuni dell’Alta Val di Cecina le OO.SS. FILCTEM – CGIL, FLAEI – CISL e UILTEC – UIL e l’Osservatorio economico dell’Alta Val di Cecina di cui fanno parte i sindaci dell’ Unione dei Comuni e consiglieri di maggioranza e di minoranza con all’ordine del giorno la grave situazione che si sta profilando nelle zone geotermiche con l’attuale stallo delle attività.

Nell’incontro si è rilevato come nel 2016 con quasi 6 miliardi di KWh prodotti in Toscana, la produzione geotermica ha battuto un altro record, il quarto incremento negli ultimi quattro anni, ottenuto grazie a un perfetto bilanciamento fra gestione dei pozzi, eccellenza degli impianti ed ottimizzazione tecnologica, ma soprattutto dalla preparazione, disponibilità e senso di appartenenza di tutti i lavoratori elettrici di Enel Green Power.

Di contro le preoccupazioni riguardano la prospettiva futura legata al rinnovo delle concessioni minerarie, prevista nel 2024 attraverso gare europee, che già oggi pesa sulla certezza del ritorno economico degli investimenti. Una condizione fortemente voluta dalla Regione Toscana con la liberalizzazione delle concessioni introdotta dal Parlamento nel 2009 con la Legge n.99 del 23 luglio e successivo Dlgs n.22 del 11-02-2010, nella logica di favorire nuova occupazione e maggiori ritorni economici sul territorio.

Una condizione che ha scatenato l’arrivo, nei territori geotermici toscani, di decine di nuovi operatori (molti dei quali ben poco hanno a che fare con la ricerca e produzione geotermica) la cui unica filosofia è stata spesso quella dello sfruttamento e del profitto senza portare alcun valore aggiunto per l’economia della Toscana e senza porre la minima attenzione alle aree di interesse paesaggistico e naturalistico; infatti, i nuovi competitors interessati ad operare in aree anche tutelate, non hanno avuto spesso l’approccio giusto, oltre che un livello di interlocuzione con le popolazioni locali che frequentemente non è stato adeguato.

Questi comportamenti hanno purtroppo contribuito alla nascita di Comitati di protesta anche nella aree storiche della geotermia, dove mai erano stati presenti, neanche in periodi di maggiore sofferenza, in quanto hanno portato l’opinione pubblica ad accomunare a tali soggetti anche altri, che come Enel Green Power, nella loro esperienza pluridecennale, hanno invece dimostrato, anche se in modo graduale, un approccio molto diverso e consapevole delle esigenze ambientali, di salute e ricadute economiche sul territorio.

Oggi la regione Toscana, per cercare di porre un freno a questa attività di perforazione a fini esplorativi, ha deciso di predisporre delle linee guida per l’individuazione delle “aree non idonee per la Geotermia” (ANI). Questo, se da un lato potrebbe riuscire a limitare i danni ambientali e paesaggistici, dall’altro porrà sicuramente dei vincoli che andranno in maniera importante ad impattare negativamente sugli investimenti, soprattutto nei confronti di chi gli investimenti li fa in maniera concreta. Ecco perché il blocco delle attività, che si profila per tempi abbastanza lunghi, dovuto all’applicazione della nuova disciplina regionale in materia geotermica, non può essere visto come una soluzione; esso sarà dannoso soprattutto verso chi opera nelle “alte entalpie” e chi come Enel Green Power, ha programmato da tempo ingenti risorse ed investimenti in ambito autorizzativo e nella programmazione delle attività.
L’applicazione immediata della politica delle ANI avrebbe pertanto, verso soggetti come Enel Green Power, forti ripercussioni sugli investimenti già programmati, come il progetto di PC6, sicuramente il maggiore tra gli ultimi realizzabili prima della scadenza delle concessioni nel 2024.

Ciò produrrebbe inoltre un clima di incertezza e paralisi in tutti i territori geotermici con effetti negativi immediati sia in ambito economico che occupazionale. Effetti che, qualora portassero ad un taglio degli investimenti da parte di Enel Green Power, questi ricadrebbero in modo consistente anche sull’indotto, in cui operano centinaia di lavoratori. Mantenere vivo l’attuale indotto o meglio pensare ad una sua crescita, significa nuovi posti di lavoro e quindi mantenere in loco molti giovani che altrimenti sarebbero costretti ad andarsene altrove in cerca di un futuro più certo.
Siamo fermamente convinti che sia possibile riuscire a far coesistere, nelle aree geotermiche, sia gli investimenti (con tutti gli effetti positivi che ne conseguono) sia una adeguata tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, a patto però che non si affrontino le problematiche esistenti con pregiudizi o mentalità interessate ad obiettivi meno nobili.

Per tali motivi riteniamo che non si debba trattare la materia geotermica come un blocco unico, ma individuare le peculiarità dei diversi soggetti interessati e procedere, in base alle loro caratteristiche, con tipologie differenziate di intervento.

Si richiede quindi che si tengano in debita considerazione le peculiarità, competenze e ruoli dei diversi soggetti interessati all’utilizzo delle concessioni ed in particolare quello storico di Enel Green Power che nel corso degli anni è riuscita ad essere interlocutore sempre più sensibile ed affidabile verso i territori sede di impianto e non solo, tenendo ben presente il notevole coinvolgimento economico dell’Azienda nei progetti che essa ha in corso di realizzazione.
Dalla discussione è emerso con forza che per il mantenimento degli occupati, che sono oltre 1.800 tra diretti ed indiretti e rappresentano oltre l’80% del tessuto socio economico dei nostri territori, l’Amministrazione Regionale definisca in tempi rapidi le prescrizioni necessarie per avere il via dei progetti che Enel Green Power ha presentato.

I soggetti intervenuti all’incontro hanno ritenuto inoltre necessario sottolineare:

– che la nuova normativa relativa alle Aree Non Idonee, relativamente alle Alte Entalpie, sia applicata contestualmente al prossimo rinnovo delle concessioni minerarie, previsto nel 2024.
– che a garanzia verso i territori interessati alla produzione geotermica ed alla costruzione di nuovi impianti si attui la messa in opera in modo incondizionato, da parte di Enel Green Power, delle migliori tecnologie produttive per la salvaguardia ambientale.

Nella riunione è stato inoltre deciso di richiedere con urgenza incontri con i gli amministratori dei territori interessati ai progetti per la costruzione di nuove centrali al fine di condividere con loro tutte le problematiche inerenti sia alle ricadute socio economiche sia, e soprattutto, il massimo rispetto ambientale. Inoltre le OO.SS. si impegnano a richiedere incontri ed audizioni sia con le commissioni regionali deputate alla tematica che con gli amministratori regionali.

Infine i Sindaci, insieme all’Osservatorio economico della Val di Cecina, si impegnano a proseguire in modo incalzante le trattative a livello regionale, per definire un nuovo protocollo per la coltivazione della geotermia che tenga conto, positivamente, delle problematiche sopra esposte.

Pomarance, 17 luglio 2017

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