I BANCARI SONO STRESSATI?

Lo studio dello stress nei lavoratori bancari sta muovendo i primi passi in Europa.

Certo è che negli ultimi dieci anni la globalizzazione, la crisi economica e la repentina digitalizzazione del settore hanno inciso pesantemente sulle Banche modificandone obiettivi, reddittività e organizzazione del lavoro. Tutto ciò ha un effetto quotidiano sui lavoratori e le lavoratrici.

Nel corso del 2016 la Fisac –CGIL in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma ha promosso uno studio pilota in provincia di Pisa proprio al fine di investigare il fenomeno dello stress lavoro correlato in questo settore. Sono stati raccolti 384 questionario compilati da altrettanti lavoratori bancari e analizzati a livello aggregato con sofisticati metodi statistici.

I risultati di questa indagine, prima nel suo genere in Italia, sono stati recentemente pubblicati su una rivista scientifica internazionale, International Journal of Enviromental Research and Public Health con i titolo “ Are Bank Employees Stressed? Job Percepition and Positivity in the Banking Sector: An Italian Observational Study” A. Mannocci, L. Marchini, A. Scognamiglio et al. .

Dallo studio emerge chiaramente che 1 bancario su 4 è in una situazione di alto stress e alta è la percentuale di chi dichiara di usare o aver usato psicofarmaci (28%).

Maggiormente a rischio stress risultano i lavoratori adibiti a un ruolo commerciale, nonostante caratterizzati in generale da un atteggiamento più positivo verso le la vita. Significativamente maggiore il rischio di stress tra le donne rispetto agli uomini. Significativa anche l’influenza dell’età: i lavoratori anziani riferiscono di sentirsi spesso inadeguati sul posto di lavoro mentre i più giovani riferiscono ansia legata agli obiettivi di budget . Altri fattori che sono risultati statisticamente significativi nell’aumentare il rischio stress lavoro correlato sono il lavorare in una banca nazionale piuttosto che in una locale, un basso livello di autonomia nell’esercizio delle proprie funzioni e alti carichi di lavoro.

Lo studio conclude esortando le Banche a implementare strategie che favoriscano il benessere sui luoghi di lavoro e auspicando altre indagini.

In questo contesto si inserisce la dichiarazione rilasciata in occasione del Primo Maggio dal S.G. Fisac – CGIL , Agostino Megale, il quale ha ribadito che non sono accettabili condizioni che alterano la dignità del lavoro così come accade in alcune realtà del nostro settore ed è quindi necessario garantire l’applicazione dell’accordo sulle Pressioni Commerciali firmato con ABI nel febbraio 2017 e far partire l’indagine sulle condizioni dei lavoratori bancari a livello nazionale.

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