Eliminare le liste d’attesa in sanità: una firma vale

Le liste d’attesa sono il problema dei problemi della sanità toscana: lo sono per i pazienti, a cui può capitare di vedersi
proporre appuntamenti a un anno o poco meno; lo sono per i medici di base, che non possono avere risposte
tempestive ai loro quesiti diagnostici; lo sono per gli operatori dei CUP che per il solo fatto di essere allo sportello, si
prendono gli insulti delle persone esasperate; lo sono per tutti quelli che lavorano nella sanità Toscana, che
garantiscono uno dei sistemi sanitari migliori d’Italia, ma non sono in grado di assicurare quella tempestività che in
sanità conta molto più che altrove; lo sono per chi governa la Toscana, perché viene spesso giudicato su questo
problema, che non riesce a risolvere; lo sono per le tasche di tutti, perché alla fine tutto si risolve solo mettendo mano
al portafoglio e rivolgendosi al privato (per chi se lo può permettere, naturalmente).
Le liste d’attesa sono frutto in larga parte dei tagli nazionali del sistema sanitario che, associati al blocco del turn over,
hanno provocato anche nella nostra Regione una carenza cronica degli operatori. Laddove senza nuove assunzioni non
si possono utilizzare a pieno regime le macchine e le agende non si può continuare a non assumere, perché c’è in gioco
il diritto costituzionale alla salute.
Adeguatezza delle risorse e miglioramento dei metodi di prenotazione sono essenziali per risolvere la gravità di un
problema che rende disuguali i cittadini rispetto alla salute, tra chi può e chi non può curarsi e prevenire le malattie.
Buone pratiche esistono, funzionano e sono replicabili. Spesso il segreto è nell’organizzazione: lo stanno dimostrando i
percorsi studiati per alcune specialistiche e per alcune malattie croniche, la medicina di iniziativa e la zona di Pisa che,
per alcuni esami che a prestazione, anche se qualche problema da risolvere resta. Ovunque, in ogni caso, i sistemi che funzionano meglio sono quelli che vedono la presa in carico diretta da parte dei medici di base e degli specialisti.
Ora si sta lavorando alla programmazione di area vasta, quindi il momento per decidere quali sono i modelli migliori ed
estenderli è adesso. Se ci sono resistenze al cambiamento (per esempio da parte di chi dall’esistenza delle liste d’attesa ci guadagna), possiamo superarle, se siamo in tanti a pretenderlo.
Chiediamo insieme che:
– Si aprano per risolvere il problema delle liste d’attesa tavoli di concertazione in Area Vasta e nelle diverse
zone distretto;
- nei singoli territori vengano concordati progetti attuativi per l’abbattimento delle liste di attesa, con il
necessario coinvolgimento di tutti i soggetti presenti sul territorio e che tali progetti includano le implementazioni di
personale necessarie.

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