DIS-COLL ???

Nell’enfasi mediatica a sostegno del jobs act è stato proclamata la fine delle collaborazioni.
Invece non solo le cococo non sono state cancellate ma il Governo stava togliendo la disoccupazione a questi lavoratori.

Si avrebbe avuto pertanto il doppio effetto negativo: perdere il lavoro e non avere la tutela della indennità.

Dopo le forti sollecitazioni della CGIL e del Nidil la DIS-COLL è stata rifinanziata nella legge finanziaria 2016.

La nuova formulazione della DIS-COLL presenta però delle criticità. Pur semplificando i criteri di accesso, si continua ad escludere i lavoratori con partita Iva individuale, permane il mancato riconoscimento della contribuzione figurativa per i periodi di fruizione della prestazione, il finanziamento di 54 milioni di euro coprono solo il 2016 e potrebbero non garantire l’indennità a tutti.

Ne hanno diritto coloro che sono in stato di disoccupazione al momento della domanda e abbiano almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1 gennaio dell’anno precedente la cessazione dal lavoro all’evento stesso della cessazione. La domanda di DIS-COLL va presentata entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro. L’importo segue le stesse regole della NASPI.

La CGIL continua a battersi per la fine della precarietà, per riportare il lavoro a tipologie contrattuali con diritti e tutele veri e per tutti i lavoratori. Continua la raccolta delle firme per il sostegno alla Carta dei Diritti Universali del lavoro e verrà rilanciato il Piano del Lavoro, con una proposta specifica per la disoccupazione e inoccupazione giovanile e femminile, che continua purtroppo a salire.

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